Ipnosi regressiva: un viaggio terapeutico dentro di sé – DOSSIER SALUTE

Ipnosi regressiva
10 Nov

La psicoterapia con ipnosi regressiva è una tecnica affascinante e sempre più discussa. Non si tratta di magia o spettacolo, ma di un vero e proprio strumento terapeutico utile per accedere a memorie profonde e liberare emozioni rimaste bloccate nel tempo. A guidarci alla scoperta dell’ipnosi regressiva è il dottor Leonardo Gottardopsicologopsicoterapeutasessuologo e ipnologo, ospite di Radio Dos24.

Cos’è l’ipnosi regressiva e come funziona?

«L’ipnosi regressiva – spiega il dottor Gottardo – è prima di tutto una metodica psicoterapeutica, che viene utilizzata all’interno di un percorso terapeutico strutturato. Non è una seduta isolata, ma un processo articolato su più incontri, in cui il paziente viene accompagnato in uno stato di regressione, ad esempio verso l’infanzia, per affrontare traumi rimossi e lavorarli in chiave trasformativa».

Il termine “regressiva” indica proprio il ritorno, in stato di trance, a esperienze del passato che, se rimaste irrisolte, continuano a influenzare il presente. L’obiettivo è elaborare queste memorie per favorire un miglioramento del benessere emotivo.

Come si pratica l’ipnosi e in quali casi viene utilizzata?

«Durante la seduta – prosegue il dottor Gottardo – il paziente viene fatto accomodare su un lettino. Dopo una fase di rilassamento profondo, che dura circa mezz’ora o tre quarti d’ora, si attiva lo stato di trance, una condizione simile al sonno REM, in cui la mente è più ricettiva. Si procede quindi con induzioni verbali e immagini evocative».

Questa tecnica viene utilizzata per affrontare:

  • Traumi infantili
  • Dolori emotivi rimossi
  • Fobie o blocchi irrazionali
  • Disagi interiori non spiegabili razionalmente

L’ipnosi regressiva è indicata per chi ha già intrapreso un percorso terapeutico e desidera esplorare le radici profonde di certe dinamiche personali.

Cosa accade al termine di una seduta di ipnosi regressiva?

«Uno degli aspetti più importanti dell’ipnosi regressiva – sottolinea lo specialista – è la ristrutturazione emotiva. Durante la trance possono emergere quelle che chiamiamo abriazioni amigdaloidee, cioè dolori antichi, spesso ancestrali, conservati a livello profondo del sistema limbico, che finalmente possono essere riconosciuti e rilasciati».

Al termine della seduta, il paziente spesso riferisce una sensazione di leggerezza interiore, come se avesse rimosso un peso rimasto per troppo tempo invisibile ma presente.

Conclusione: la memoria del corpo e della mente può guarire

Grazie al dottor Leonardo Gottardo, oggi abbiamo compreso che l’ipnosi regressiva non è suggestione, ma un’opportunità concreta per liberarsi da quei traumi emotivi profondi che influenzano silenziosamente le nostre vite. Attraverso uno stato di trance guidato, è possibile accedere al nostro passato emotivo e avviare una vera guarigione interiore.

Se senti che qualcosa ti trattiene, che ci sono emozioni che non riesci a spiegare ma che ti condizionano, l’ipnosi regressiva potrebbe essere una chiave per ritrovare equilibrio e libertà.

Approfondimento

L’ipnosi regressiva funziona quando è inserita in un percorso strutturato che prepara, guida e integra ciò che emerge in trance. Per capire quando è indicata e come si lavora sui ricordi emotivi:

Per sostenere l’efficacia della regressiva è utile allenare la regolazione psicofisiologica (respiro, TA, igiene del sonno), così da ridurre iperattivazione e favorire l’elaborazione:

Se i temi emersi riguardano il legame e la coppia, la regressiva può essere integrata con un lavoro relazionale per ripristinare confini, fiducia e comunicazione:

Per riconoscere se la relazione attuale nutre o riattiva ferite (utile prima/durante un percorso con ipnosi):

foto:freepik

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