Essere genitori rappresenta una delle sfide più complesse e trasformative della vita. In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti sociali e culturali, da modelli educativi spesso contrapposti e da pressioni esterne, mamme e papà possono sentirsi confusi e spaesati nel loro ruolo. Come si diventa genitori consapevoli? Quali strategie adottare per aiutare un figlio a crescere sereno, senza caricarlo di aspettative e ferite proprie? Abbiamo approfondito questi temi insieme al dottor Leonardo Gottardo, psicologo, psicoterapeuta, ipnologo e sessuologo, che esercita a Padova e offre supporto specializzato ai genitori.
Che cosa significa essere buoni genitori? L’importanza dell’empatia
Dott. Gottardo, esiste un modo per essere “bravi genitori”?
«Questa è la domanda da un milione di dollari!» esordisce con un sorriso il dottor Gottardo. «Ma se proprio vogliamo individuare un elemento fondante, questo è senza dubbio l’empatia. Essere bravi genitori significa riuscire a mettersi nei panni del proprio figlio, riconoscendo i suoi bisogni autentici e, cosa cruciale, non confonderli con i propri desideri o aspettative».
L’empatia genitoriale si fonda sulla capacità di ascolto attivo e sulla volontà di comprendere il mondo interiore del bambino, senza pregiudizi o interpretazioni errate. In termini più tecnici, si tratta di uno sviluppo della “teoria della mente”, ovvero la capacità di riconoscere emozioni e motivazioni negli altri, soprattutto nei figli, senza sovrapporre la propria esperienza o narrazione.
Perché è così comune proiettare sui figli i propri desideri?
Molto spesso i genitori – mossi da un amore profondo, ma anche da paure personali o esperienze irrisolte – tendono inconsapevolmente a vedere nei figli la realizzazione di sogni o aspettative che non hanno potuto coltivare. Questo fenomeno si chiama “proiezione genitoriale” ed è ampiamente studiato in psicologia evolutiva.
Il rischio concreto è che il bambino si senta costretto a conformarsi a modelli estranei alla sua personalità e alle sue inclinazioni reali, con effetti negativi sul suo sviluppo emotivo e sull’autostima. Secondo numerose ricerche sull’intelligenza emotiva (Goleman, 1995; Mayer e Salovey, 1997), un bambino che non si percepisce accettato per quello che è, ma solo per ciò che “dovrebbe essere”, può sviluppare ansia, insicurezze e difficoltà relazionali.
In questo contesto, l’empatia genitoriale diventa lo strumento chiave per evitare condizionamenti dannosi e favorire una crescita armoniosa.
Gli elementi che creano un clima familiare negativo
Cosa rende un clima familiare ostile per un bambino?
«Qualsiasi elemento che ostacoli la libera espressione emotiva del bambino e il suo senso di essere amato in modo incondizionato» risponde il dottor Gottardo.
Molto spesso si pensa che un ambiente familiare sicuro coincida semplicemente con l’assenza di violenza fisica. Tuttavia, studi di psicologia familiare indicano che anche un clima di tensione continua, critiche frequenti, imposizioni rigide o richieste eccessive possono creare un ambiente percepito come ostile dai bambini.
Le forme più comuni di un ambiente famigliare “tossico”
- Adultizzazione precoce: Quando il bambino è costretto a comportarsi come un adulto o a prendersi responsabilità non adatte alla sua età. Questo può avvenire in famiglie dove la genitorialità è fragile o assente, e il figlio diventa un “co-genitore” o un tutore per fratelli minori.
- Dipendenza affettiva: Al contrario, il bambino può essere mantenuto in uno stato di eccessiva dipendenza emotiva, dove non gli si permette autonomia o espressione di sé.
- Soddisfazione dell’ego genitoriale: Accade quando il figlio diventa uno strumento per realizzare progetti personali del genitore, senza rispetto per le sue inclinazioni o desideri.
In ciascuno di questi scenari, aggiunge il dott. Gottardo, «si crea una frattura emotiva nel bambino, che può compromettere il suo sviluppo psicologico a lungo termine».
Quando i danni sono più gravi: traumi e violenza in famiglia
Esistono naturalmente situazioni più drammatiche, in cui il bambino è esposto a violenze fisiche, verbalmente coercitive o psicologiche. In questi casi, spiega Gottardo, «la perdita del punto di riferimento sicuro rappresenta un trauma profondo, che può avere conseguenze durature nell’età adulta, come disturbi d’ansia, depressione, problemi di attaccamento e difficoltà nel costruire relazioni sane».
Le neuroscienze e la psicotraumatologia confermano che l’assenza di un ambiente protettivo nei primi anni viene poi sostituita da una percezione costante di insicurezza, interferendo con lo sviluppo delle strutture cerebrali deputate a regolare le emozioni.
Diventare genitori consapevoli: il primo passo è la responsabilità educativa
Come aiutare i genitori a diventare più consapevoli?
«Il primo passo è riconoscere e accettare la responsabilità educativa che si ha verso un figlio», afferma con fermezza il dottor Gottardo. A livello psicologico, ciò significa essere presenti non solo fisicamente, ma soprattutto emotivamente, con una disponibilità reale all’ascolto e all’accoglienza delle emozioni del bambino.
Per molti genitori, però, questo punto sembra difficile da raggiungere perché spesso si parte da una condizione di “distanza emotiva” generata da ferite e sofferenze irrisolte, che rischiano di ripetersi nell’educazione.
Eccone un caso frequente: un genitore che non ha ricevuto amore incondizionato da bambino può inconsciamente avere difficoltà a riconoscere e validare le emozioni del proprio figlio, spingendolo invece a reprimere i suoi sentimenti per “stare bene”.
La consapevolezza parte dalla conoscenza di sé: il ruolo della divulgazione e della psicoterapia
Secondo il Dr. Leonardo Gottardo, la promozione della consapevolezza passa necessariamente attraverso due vie:
- Una crescente divulgazione psicologica e culturale, fondamentale per diffondere modelli educativi fondati sull’ascolto, sulla comprensione e sul rispetto delle emozioni.
- Percorsi di psicoterapia mirati per genitori, singoli o in coppia, che favoriscono il lavoro sulle proprie ferite personali.
Solo chi ha fatto i conti con il proprio passato può realmente “stare con” il figlio e non “sopra” di lui, ossia evitare di reagire per automatismi o paure inconsapevoli.
Psicoterapia e genitorialità: un percorso di crescita reciproca
Qual è il ruolo della psicoterapia nel sostegno alla genitorialità?
«La psicoterapia è un vero e proprio atto d’amore verso sé stessi e verso i propri figli», sottolinea il dottor Gottardo. Non si tratta di un’ammissione di colpa o fallimento, bensì di un modo per prendersi cura attivamente della propria storia emotiva e prevenire che schemi disfunzionali si perpetuino attraverso le generazioni.
Obiettivi della terapia per genitori
- Riconoscere e comprendere i propri modelli interiori e le emozioni non risolte.
- Distinguere in modo chiaro i propri bisogni da quelli del figlio.
- Migliorare la comunicazione emotiva e relazionale all’interno della famiglia.
- Creare un ambiente familiare più autentico, sereno e rispettoso delle singole individualità.
«Quando un genitore intraprende questo percorso e guarisce il proprio “bambino interiore”, può permettere al figlio di costruire una storia libera da condizionamenti, più sana e consapevole» precisa il Dr. Gottardo.
Genitori si nasce o si diventa? La genitorialità come relazione viva
“Si diventa genitori ogni giorno”: il punto di vista del Dr. Leonardo Gottardo
«Decisamente si diventa- chiarisce il dottor Gottardo – e la genitorialità è un percorso dinamico, fatto di ascolto, apprendimento e messa in discussione continua di sé». Questo approccio sottolinea che non esistono genitori “perfetti”, ma solo genitori che si impegnano a crescere con i propri figli.
La genitorialità, aggiunge, «non è un possesso o una questione di controllo, ma una relazione autentica». Significa esserci come guida, come specchio di sentimenti, come contenitore sicuro e affettivo, in modo che il bambino possa esprimersi liberamente e sviluppare la propria identità.
Come costruire una genitorialità basata sull’empatia: consigli pratici
Per rendere concreti i concetti elaborati nell’intervista, riportiamo alcune raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche e sull’esperienza clinica del dottor Gottardo:
- Praticare la mindfulness genitoriale: Allenarsi a osservare senza giudizio le proprie emozioni e quelle del bambino aiuta a migliorare l’empatia e la regolazione emotiva.
- Favorire il dialogo aperto: Parlare con sincerità e rispetto con i figli, incoraggiando l’espressione dei sentimenti senza paura di critiche o punizioni.
- Sostenere l’autonomia: Permettere al bambino di sperimentare e scegliere entro limiti di sicurezza, rafforzando così la sua sicurezza e autostima.
- Riconoscere i propri limiti: Non vergognarsi di chiedere aiuto, sia attraverso la consulenza psicologica che in gruppi di sostegno per genitori.
- Coltivare la propria crescita personale: Partecipare a corsi, leggere e riflettere sulla propria esperienza di genitore per migliorare costantemente.
Per approfondire
Se desiderate approfondire ulteriormente questi temi fondamentali per una genitorialità consapevole e sana, Dossiersalute.com offre una ricca selezione di articoli dedicati a vari aspetti della crescita emotiva, psicologica e relazionale di genitori e figli.
Eccone una breve selezione che vi invitiamo a leggere:
- Come riconoscere e gestire l’ansia nei bambini
- L’importanza dell’intelligenza emotiva nella crescita
- La psicoterapia familiare: quando e perché è utile
- Affrontare le paure genitoriali: un primo passo per crescere meglio
- Mindfulness per genitori: come coltivare la presenza consapevole
foto:freepik
La redazione in collaborazione con il Dr. Leonardo Gottardo – psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, ipnologo – terapeuta EMDR
