Le relazioni tossiche possono insinuarsi nella vita di chiunque, spesso in modo subdolo e silenzioso. Saperle riconoscere e affrontare è fondamentale per tutelare il proprio equilibrio emotivo e psichico. Ne parliamo con il Dott. Leonardo Gottardo, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo e ipnologo, iscritto all’Ordine degli Psicologi del Veneto, con sede a Padova, specializzato nei percorsi terapeutici volti a ricostruire un’identità affettiva sana e funzionale.
Che cosa sono le relazioni tossiche?
Se volessimo definire una relazione tossica in modo semplice e diretto, potremmo dire che è una relazione in cui si sta prevalentemente male. Si soffre, non si è soddisfatti, e nei casi più gravi si arriva persino a sopportare maltrattamenti psicologici senza riuscire a interrompere quel legame. Il tentativo di allontanarsi dal partner genera angoscia, come se qualcosa di più profondo trattenesse dentro la dinamica.
Ci si ritrova così a ripetere meccanismi disfunzionali, incapaci di spezzare il ciclo. Quando ci si trova in una situazione di questo tipo, possiamo parlare chiaramente di relazione tossica.
Chi è più colpito dalle relazioni tossiche: uomini o donne?
Nella mia esperienza clinica, sono più frequentemente le donne a ritrovarsi coinvolte in relazioni affettive tossiche, anche se non si può escludere la presenza di uomini in queste dinamiche. Ma dal punto di vista statistico, le pazienti di genere femminile che faticano a uscire da questi schemi e che soffrono profondamente per questo motivo sono decisamente più numerose.
Perché si instaurano le relazioni tossiche?
Le radici delle relazioni tossiche affondano nell’infanzia. Usiamo spesso la metafora del “foglio bianco”: veniamo al mondo con una mente da scrivere, e le prime relazioni affettive-genitori o figure di accudimento-lasciano un’impronta fondamentale.
Se quel bambino interiore ha vissuto relazioni affettive disfunzionali o carenti, tenderà, anche da adulto, a ricrearle. È un processo inconscio, spesso contrario al desiderio razionale di voler costruire una relazione sana. Durante il mio lavoro psicoterapeutico, accompagno le persone proprio in questo percorso di ricostruzione delle memorie affettive primarie, per consentire l’elaborazione e l’integrazione di nuovi modelli relazionali più sani.
Eventi traumatici in età adulta possono essere determinanti?
Assolutamente sì. Eventi traumatici come separazioni, lutti o violenze psicologiche possono attivare o aggravare dinamiche tossiche già esistenti. Tuttavia, è importante comprendere che questi eventi “slatentizzano” ciò che già è inscritto nella nostra memoria emotiva.
La nostra mente è come un terreno: se ben coltivato in origine, può affrontare anche periodi di crisi. Ma se le memorie infantili sono segnate da instabilità, abbandono o sofferenza, sarà più difficile superare eventi traumatici successivi, perché questi toccheranno corde emotive già fragili e dolorose.
Come si può uscire da una relazione tossica?
Il primo passo è la consapevolezza. Spesso le persone cadono in meccanismi difensivi, come la negazione o la giustificazione del partner, che impediscono di vedere la realtà. Frasi come “in fondo mi vuole bene” o “è solo stressato” nascondono un desiderio di minimizzare l’evidenza.
Una volta maturata la consapevolezza-spesso grazie alla sofferenza emotiva crescente o alle segnalazioni di amici e familiari-diventa fondamentale chiedere aiuto a un professionista. Uscire da soli da una relazione tossica è molto difficile, soprattutto se non si ha una struttura affettiva interna solida.
Inoltre, circondarsi di persone di fiducia e ascoltare chi ci ama può essere un primo passo importante: se più persone ci fanno notare le stesse dinamiche disfunzionali, è probabile che ci sia un fondo di verità da prendere seriamente.
Qual è il ruolo della psicoterapia nel superamento delle relazioni tossiche?
La psicoterapia lavora in profondità. Permette di ricostruire quel “terreno” su cui si sono formate le prime relazioni. Si lavora sulla struttura affettiva interna, rielaborando le esperienze dell’infanzia, rafforzando l’identità e imparando a riconoscere-e soprattutto a interrompere-le dinamiche malsane.
Non si tratta solo di uscire da una relazione tossica, ma di non ricaderci più. È un processo di ricostruzione e prevenzione, spesso delicato, ma essenziale per il benessere emotivo e relazionale.
Come riconoscere un professionista affidabile?
In un ambito delicato come quello psicologico, è fondamentale verificare l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi. Il Dott. Leonardo Gottardo, per esempio, è regolarmente iscritto all’Ordine del Veneto. Rivolgersi a professionisti certificati garantisce serietà, formazione e tutela per il paziente.
Conclusione: guarire è possibile, ma serve coraggio e supporto
Le relazioni tossiche non sono una condanna. Riconoscerle è il primo passo verso la liberazione emotiva. Con l’aiuto di professionisti qualificati come il Dott. Leonardo Gottardo, è possibile ricostruire la propria identità relazionale, ritrovare equilibrio e imparare a scegliere legami che nutrono, invece che consumare.
Per approfondire
Per uscire da una relazione tossica serve un doppio lavoro: riconoscere i segnali (controllo, svalutazione, isolamento, dipendenza affettiva) e ricostruire la propria base emotiva in terapia. Un primo orientamento pratico è distinguere quando una relazione è sana e quando è necessario chiedere aiuto: il Dott. Gottardo lo spiega con esempi concreti in “Relazioni sentimentali, quando sono sane e quando invece bisogna chiedere aiuto” (DossierSalute) – utile per auto-valutare i “campanelli d’allarme”.
Quando la coppia è in crisi ma vi sono margini di collaborazione, la terapia di coppia aiuta a ristabilire confini, comunicazione ed empatia; qui una guida pratica del Dott. Gottardo su come funziona e quando ha senso intraprenderla: “Rafforzare il legame: guida alla terapia di coppia per relazioni salutari”.
Sul piano individuale, la regolazione dello stress è fondamentale per spezzare i cicli di iperallerta/idealizzazione tipici dei legami tossici: “Gestione dello stress: tecniche e strategie per ritrovare l’equilibrio psicofisico” offre strumenti immediati (respirazione, training autogeno, igiene del sonno) da integrare in un percorso psicoterapeutico.
Nei casi in cui traumi e memorie emotive rigide alimentano la dipendenza dal partner, può essere indicato un lavoro mirato su ricordi e schemi disfunzionali: il Dott. Gottardo descrive approcci e cautele nell’articolo “Ipnosi regressiva: un viaggio nel passato per superare i traumi del presente” (da considerare sempre all’interno di una psicoterapia strutturata).
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- Relazioni sane vs tossiche → Relazioni sentimentali: quando chiedere aiuto (DossierSalute)
https://www.dossiersalute.com/relazioni-sentimentali-quando-sono-sane-e-quando-invece-bisogna-chiedere-aiuto/ (Dossier Salute) - Intervento di coppia → Guida alla terapia di coppia per relazioni salutari (DossierSalute)
https://www.dossiersalute.com/rafforzare-il-legame-guida-alla-terapia-di-coppia-per-relazioni-salutari/ (Dossier Salute) - Autoregolazione e stabilità emotiva → Gestione dello stress: tecniche e strategie (DossierSalute)
https://www.dossiersalute.com/gestione-dello-stress-tecniche-e-strategie-per-ritrovare-lequilibrio-psicofisico-2/ (Dossier Salute) - Lavoro sui ricordi traumatici → Ipnosi regressiva e traumi (DossierSalute)
https://www.dossiersalute.com/ipnosi-regressiva-traumi/ (Dossier Salute)
- Relazioni sane vs tossiche → Relazioni sentimentali: quando chiedere aiuto (DossierSalute)
